LICEO MANIN

LICEO MANIN

Il Manin incontra la Dott.ssa Annalisa Malara che ha scoperto il primo paziente Covid

 

I rappresentanti d’Istituto del Liceo “Manin” Silvia Russo di 5CC e Luca Zaini di 5AC, col supporto della Prof.ssa Russo, hanno organizzato un incontro online con la Dott.ssa Annalisa Malara nel pomeriggio di Venerdì 23 aprile. La Prof.ssa Di Vita ha dato il benvenuto ad Annalisa che ha frequentato il Liceo Classico Manin, a cui è rimasta molto legata e che ricorda con grande emozione. La prof.ssa Russo ha presentato la carriera professionale della dottoressa: dopo il diploma di Liceo Classico, ha conseguito la laurea in Medicina all’Università degli Studi di Pavia e la specializzazione in Anestesista/Rianimatore, ha prestato quindi servizio presso l’ospedale di Vigevano, poi a Lodi/Codogno e dall’estate scorsa lavora presso il Policlinico S. Matteo di Pavia. Insignita della Croce al merito di Cavaliere della Repubblica e dell’onorificenza della Rosa Camuna, Annalisa ha pubblicato il libro In Scienza e Coscienza per Longanesi.

Gli intervistatori Silvia Russo e Luca Zaini hanno posto domande sul cambiamento di prospettiva dal punto di vista umano e medico nella gestione della pandemia in corso. Annalisa Malara ha ripercorso la sua esperienza dal 20 febbraio 2020 quando all’ospedale di Codogno ha individuato il primo paziente in Italia affetto da Covid-19: le emozioni di quei momenti non si possono dimenticare, lo spavento per l’esposizione al virus da parte dell’equipe medica e dei parenti del paziente, la situazione che è poi andata ben al di là di quanto si poteva immaginare, la sensazione di essere in un film che però era la realtà.  Diverse le problematiche trattate attraverso le domande poste ad Annalisa Malara da Luca Zaini e Silvia Russo, in dialogo con i partecipanti, dal piano pandemico, all’organizzazione regionale della sanità, alla carenza recettiva degli ospedali, al nuovo centro di coordinamento della Lombardia, al negazionismo. Riguardo a quest’ultimo aspetto la dottoressa chiarisce che la negazione della realtà deriva da un timore esagerato per qualcosa di incontrollabile, ma che può solo peggiorare la situazione, in quanto non ci fa essere attori, quando invece ognuno di noi può fare la differenza. Massimo è stato lo sforzo del mondo scientifico per studiare il virus e oggi abbiamo nuove armi, come il plasma iperimmune, che l’ospedale S. Matteo di Pavia sta usando, l’eparina, gli anticorpi monoclonali e, in particolare, un nuovo ecografo molto efficace. La somministrazione dei vaccini in corso sta aprendo uno scenario ottimistico sul prossimo futuro di ritorno alla normalità, anche se non sarà possibile ancora annullare le regole igieniche per la sicurezza propria ed altrui.  In modo pacato, ma fermo, Annalisa Malara ha messo poi in guardia da notizie false e non scientificamente attendibili che circolano soprattutto sui social: i social media sono uno strumento importante, ma anche potenzialmente pericoloso, mentre l’unico nostro vero strumento è lo studio, ovvero informarsi, valutare, controllare, confrontare. È stato un momento molto difficile, ma abbiamo anche visto che l’umanità sa dare risposte incredibili e che non avremmo immaginato. La pandemia non potrà essere dimenticata, si dovrà, invece, rafforzare l’educazione civica, quel patto sociale che consiste nel dovere da parte di tutti di rispettare le regole. C’è bisogno, ha concluso, di lungimiranza politica e di assunzione di responsabilità da parte di tutti verso scelte orientate al bene comune. Ottimo il lavoro degli organizzatori che hanno  regalato al Manin questo momento particolarmente interessante e intenso.